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Commenti positivi Amica Card


L'Antitrust dà ragione ad Amica Card


Il CNF è stato multato per oltre 912 mila euro per aver impedito agli avvocati di promuovere la propria attività in Rete. Commenti positivi dalle piattaforme commerciali informatiche


E' stata una rivincita per la Grande Rete in generale e per Amica Card in particolare. Molti i commenti positivi. Dopo circa un anno e mezzo di istruttoria, il circuito Amica Card ha visto riconosciuto il suo diritto ad esercitare in pienezza la sua attività di promozione commerciale in internet senza che questa venga tacciata come illegale o `deontologicamente scorretta`. L'Autorità Garante della concorrenza e del mercato ha sancito senza ombra di dubbio e senza mezzi termini la possibilità per gli avvocati di poter sfruttare il mezzo principe di comunicazione del nostro secolo - cioè internet - per promuovere la loro professionalità, anche attraverso forme di incentivi quali, ad esempio, sconti sulle parcelle.

La competenza distintiva di Amica Card, infatti, è proprio rappresentata dall'originalità e dalla competitività dell'incontro tra aziende e professionisti (tra cui gli avvocati) e gli utenti finali. Il tutto in chiave 2.0, ovvero attraverso il canale informatico. Un'attività che il CNF, il Consiglio nazionale forense, ha classificato come deontologicamente scorretta e illegale e che ha argomentato nel parere 48/2012. Opinioni non solo non condivise, ma addirittura multate dall'Antitrust che ha comminato al CNF una pesante sanzione di oltre 912mila euro per aver `posto in essere un'intesa, unica e continuata, restrittiva della concorrenza, consistente nell'adozione di due decisioni volte a limitare l'autonomia dei professionisti rispetto alla determinazione del proprio comportamento economico sul mercato, stigmatizzando quale illecito disciplinare la richiesta di compensi inferiori ai minimi tariffari e limitando l'utilizzo di un canale promozionale e informativo attraverso il quale si veicola anche la convenienza economica della prestazione professionale`.

Nel mirino del Consiglio nazionale forense non era finita solamente la promozione commerciale professionale attraverso il Web, ma anche le parcelle degli avvocati. Il CNF aveva, infatti, reintrodotto di fatto, attraverso la circolare 22-C/2006, l'obbligatorietà delle tariffe minime che è stata invece superata dalla Riforma Bersani del 2006 e totalmente abrogata successivamente nel 2012.

Ma tornando sul caso `Amica Card`, il Consiglio nazionale forense ha finora contrastato l'attività commerciale del circuito (che permette ad aziende e professionisti di aumentare la propria visibilità online e raggiungere nuovi potenziali clienti) poiché tacciata di essere in contrasto con quanto sancito dall'articolo 19 del Codice Deontologico di categoria, il cui aggiornamento compete proprio al Cnf. Si tratterebbe, secondo l'organismo di rappresentanza forense, di una condotta antigiuridica consistente nella `spersonalizzazione del rapporto professionale, in quanto (…) il primo contatto tra il professionista e il cliente non avverrebbe (…) direttamente o personalmente, bensì attraverso l'intermediazione di un procacciatore o di un terzo…`

In realtà, a infrangere le regole è stato proprio il CNF. Nello specifico, il Garante ha appurato la violazione dell'art. 101 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, la cui applicazione si estende ai Codici di Deontologia delle professioni.
Certo, la maxi-multa comminata dall'Autorità Garante della concorrenza e del mercato al CNF non può cancellare in un attimo i mancati profitti e le difficoltà economiche affrontate in questi ultimi mesi dalla società Amica Card a causa di una condotta avversa del CNF. Rappresenta, però, un forte segnale di legalità e uno stimolo ad innovarsi. E rappresenta, secondo alcune opinioni, la garanzia che `il Consiglio Nazionale Forense - si legge nella delibera - si astenga in futuro dal porre in essere comportamenti analoghi…`.

Per ulteriori informazioni e/o richieste d'intervista all'Amministratore delegato Gionatan Ciminiera o al legale di Amica Card, l'Avv. Fabrizio Salmi Studio Legale Briola 0255017406


Leggi il Comunicato stampa AGCM e il Provvedimento (da pag 45)